La Sicilia: i primi insediamenti umani

La Sicilia è la più grande isola del mar Mediterraneo.
Osservandola sulla carta geografica, l’isola appare come un triangolo rovesciato, le cui punte estreme sono a nord-est Capo Peloro (Messina), a sud-est Capo Passero (vicino Siracusa) e ad ovest Capo Lilibeo (vicino Marsala).

Sicilia

Sicilia

L’isola è bagnata a nord dal mar Tirreno, ad est dallo Ionio e a sud dal mare Mediterraneo.
Le sue caratteristiche peculiari e, soprattutto, la sua posizione geografica posta al centro del Mar Mediterraneo vennero apprezzate fin dai tempi più remoti.
Le tracce della presenza dell’uomo in Sicilia si perdono nella notte dei tempi.

Le ipotesi relative alle motivazioni di un insediamento così precoce sono legate alla posizione geografica della Sicilia, posta al centro del Mediterraneo, e ad un ipotetico collegamento tra la Sicilia e l’Africa oppure tra la prima e la penisola italiana, collegamento che si ipotizza avvenuto durante le glaciazioni.
La questione è, però, controversa.



È, comunque, accertato che la Sicilia fu abitata dall’uomo già prima del Paleolitico superiore (collocabile all’incirca tra i 35.000 ed i 10.000 anni fa), come attestano i ritrovamenti delle grotte di S. Teodoro, di Levanzo o dell’Addaura, che testimoniano la presenza di antichissimi insediamenti umani.

Gli antichi abitanti dell’isola sicuramente vivevano di caccia e di raccolta.
Durante il Paleolitico ed il Mesolitico, gli abitanti della Sicilia erano indigeni primitivi.

Nel Neolitico giunsero nella Sicilia orientale e nelle isole Eolie popolazioni provenienti dal Mediterraneo orientale.
A Pantelleria giunsero i Sesioti, un popolo del mare, che si stabilrono nell’isola per estrarre l’ossidiana, allora considerata un bene prezioso da utilizzare per costruire utensili di varia tipologia.
Essi fecero della Sicilia orientale un importante centro marittimo e commerciale, destinato principalmente all’esportazione dell’ossidiana.

Durante il Neolitico si sviluppò in Sicilia l’agricoltura, l’allevamento, la tessitura, la ceramica e si incrementò l’arte della navigazione.
Nell’Età del bronzo arrivarono in Sicilia gruppi di popolazione indoeuropea.
Lo riferisce lo storico Dionigi di Alicarnasso, il quale scrive che in tempi antichissimi la Penisola e la Sicilia vennero raggiunte da navigatori provenienti da Oriente.

Nell’Età del bronzo si svilupparono anche contatti intensi tra la Sicilia, la penisola italiana, la Sardegna, Malta, l’Anatolia e le isole dell’Egeo.
Nell’isola di Panarea esistono importanti testimonianze archeologiche che provano l’esistenza di contatti provenienti dall’Egeo.
Infatti, vi sono stati trovati cocci con iscrizioni in Lineare B, un sistema di scrittura utilizzato dai Micenei, decifrato fra il 1952 e il 1953 da Michael Ventris e John Chadwick.
L’arrivo di popolazioni elleniche porterà le popolazioni della Sicilia alla conoscenza dell’uso del ferro.

Leggi anche

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *