La fondazione di Zancle: tra storia e leggenda

Messina

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La fondazione di Zancle è un intreccio tra storia e leggenda.
La Sicilia entra definitivamente nella Storia con le migrazioni dei Greci, iniziate intorno all’VIII secolo a.C., come riferiscono gli storici siciliani Antioco di Siracusa (420 a.C-?), autore di una “Storia della Sicilia” che arriva fino all’anno 424 a.C., e Filisto di Siracusa (430-356 a.C.), anche lui autore di una “Storia della Sicilia” che arriva al 363-2 a.C.

Inizialmente, le prime spedizioni colonizzatrici verso la Sicilia partirono dalle città ioniche dell’Eubea (Calcide e Eretria).
I Greci iniziarono ad insediarsi lungo le coste della Sicilia, costringendo le popolazioni autoctone a stabilirsi nelle parti interne dell’isola, il che divenne ben presto un problema per le nuove colonie.
Infatti, le popolazioni indigene, soprattutto quelle della Sicilia orientale, lottarono a lungo contro i Greci per la riconquista dei territori, prima di subirne l’influenza politica e culturale.



Come riferisce lo storico Tucidite (VI,4), tra il 730 e il 725 a.C. furono coloni di stirpe ionica, provenienti dalla città di Calcide nell’isola Eubea, assieme a pirati cumani a fondare un nuovo insediamento, là dove vi era un precedente abitato siculo.
La stessa parola che dà il nome alla nuova città, Zancle (o Zankle o Dankle), è una voce di origine sicula data, in tempi remoti, al porto per la sua forma che ricorda quella di una falce, in siculo “zanclo”.
Il termine è un evidente toponimo geografico, in quanto è rappresentativo della forma falcata del porto, che oggi prende il nome di “Penisola di san Ranieri”.
Secondo una leggenda, fu il dio Saturno a gettare la propria falce là dove le acque del mare Ionio si mescolavano con quelle del Mar Tirreno, al fine di creare un sicuro rifugio nella via di accesso da un mare all’altro, perennemente travagliata dai gorghi di Scilla e Cariddi.

Secondo il racconto di Diodoro, fu, poi, il gigante Orione, mediante l’utilizzo di “grosse mole”, a fabbricare il porto, chiamato Atte.
Lo stesso Diodoro afferma che il nome “Zancle” è dovuto alla sua fondazione da parte di Zancleo, re dei Siculi.
Nella piccola striscia di terra falcata (oggi penisola di San Ranieri) sorse il primitivo centro abitato, che solo in epoca successiva si sposterà nel luogo in cui sorge oggi Messina.
La stessa data di fondazione della città è controversa, in quanto le fonti storiche non ci hanno tramandato una data precisa, come invece è avvenuto per tutte le altre città fondate dai Greci.

Tucidide la fissa tra il 730 e il 725 a.C., Eusebio di Cesarea la fissa attorno al 756-757 a.C., altri ancora verso il 750 a.C., altri infine attorno al 760 a.C.
Secondo Tucidide (VI, 4, 5-6) la fondazione della nuova polis sarebbe stata preceduta da un insediamento di avventurieri cumani per alcuni storici, di Pithecusa per altri, di cui poco sappiamo.
Potrebbe essere, pertanto, plausibile che questo primo insediamento non sia stato supportato da una “fondazione vera e propria” mediante un rito greco di fondazione, come si teorizza che avvenisse sempre in occasione della fondazione di una città, in quanto i Greci trovarono già in loco un insediamento siculo.
Lo stesso Tucidide scrive che la fondazione della città avvenne in un luogo già popolato da genti autoctone.
Racconta che i primi fondatori furono cumani di origine calcidese, a cui in seguito si sarebbero uniti cittadini provenienti dalla Calcide.

La fondazione vera e propria della città, ad opera di due fondatori, gli ecisti Periere da Cuma e Cratamene da Calcide, potrebbe essere datata in epoca collocabile tra il terzo e l’ultimo quarto dell’VIII secolo e, precisamente, dopo il 734 a.C., data di fondazione di Naxos (oggi Giardini Naxos in provincia di Messina), la prima colonia greca di Sicilia e prima della fondazione della subcolonia Mylae (Milazzo) datata 717-716 a.C.
È, dunque, presumibile che la fondazione di Zancle sia avvenuta tra il 730 e il 720 a.C. e che il rito di consacrazione sia avvenuto in un secondo momento, quando la polis era già tra la prima e la seconda generazione di coloni.

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