Citazioni sulla Sicilia

Le più famose ed importanti citazioni sulla Sicilia e le più conosciute frasi sulla Sicilia sono state scritte in onore a questa splendida isola.

Nessuna isola erge sull’orizzonte della nostra civiltà una fronte più radiosa della Sicilia.
Essa punta verso tre continenti e ne sintetizza le caratteristiche. Tre volte, nel corso dei secoli, fu il più fulgido centro del mondo mediterraneo
”.

Così scrive della Sicilia lo scrittore francese Roger Peyrefitte, nel suo libro “Du Vesuve à l’Etna”, Ed. Flammarion, 1952.
Alla sua voce, nel tempo, si sono unite quelle di molti autorevoli scrittori, storici, poeti e personalità eminenti che hanno espresso valutazioni positive sulla Sicilia.
Tra le tante voci che si sono levate ad elogiare le bellezze naturali ed il patrimonio culturale della Sicilia, una delle più recenti è quella della scrittrice e giornalista francese Edmonde Charles Roux, autrice di “Oublier Palerme”,1966, che così scrive:



Nel bene e nel male, la Sicilia è l’Italia al superlativo”.

Con questa frase la scrittrice sintetizza l’aspetto più caratteristico dell’isola: in Sicilia tutto ciò esiste di positivo o di negativo giunge ad un livello più elevato rispetto al resto dell’Italia.
Di altre citazioni sulla Sicilia ve ne sono moltissime e tutte mettono in risalto l’atmosfera particolare che si respira nell’isola.
Ne riportiamo solo alcune tra le più conosciute.
L’imperatore Federico II, durante il cui regno la Sicilia divenne il centro politico e culturale del Sacro Romano Impero, così scrive:

Non invidio a Dio il Paradiso perché sono ben soddisfatto di vivere in Sicilia […]

Lo scrittore Johann Wolfgang Goethe (1749-1832) nel saggio “Viaggio in Italia”(pubblicato nel 1829), definisce La Sicilia:

Una terra indicibilmente bella

ed aggiunge

L’Italia senza la Sicilia non lascia immagine nello spirito: soltanto qui è la chiave di tutto.” (lettera datata “Palermo, venerdì 13 aprile 1787”).

Ed ancora:

La purezza dei contorni, la morbidezza di ogni cosa, la cedevole scambievolezza delle tinte, l’unità armonica del cielo col mare e del mare con la terra…chi li ha visti una sola volta, li possederà per tutta la vita“.

Lo scrittore francese Guy de Maupassant, nel diario “Viaggio in Sicilia” (1885) scrive:

La Sicilia è il paese delle arance, del suolo fiorito la cui aria, in primavera, è tutto un profumo… Ma quel che ne fa una terra necessaria a vedersi e unica al mondo, è il fatto che da un’estremità all’altra, essa si può definire uno strano e divino museo di architettura”.

Per lo scrittore siciliano Leonardo Sciascia l’immaginazione è la chiave di lettura che permette di comprendere l’unicità dell’isola.
Egli, infatti, amava sottolineare:

« L’intera Sicilia è una dimensione fantastica. Come si fa a viverci senza immaginazione? »

La Sicilia, più e più volte nel corso dei secoli, è stata cantata anche in poesia.
Il poeta latino Tito Lucrezio Caro, nel De rerum natura, scrive:

Giusto è che questa terra, di tante bellezze superba,
alle genti si additi e molto si ammiri,
opulenta d’invidiati beni
e ricca di nobili spiriti…

Il poeta Giovanni Pascoli, nella poesia “L’isola dei poeti”, tratta dalla raccolta “Odi e Inni”, racconta così il suo arrivo in Sicilia:

……di là dal sonno, alcuno udii narrare
le due Sirene e il loro incantamento,
e la lor voce aerea, di mare
fatta e di vento:

gli udii narrare l’isola del Sole,
là dove mandre e greggie solitarie
pascono, e vanno dietro lor due sole
grandi armentarie,
con grandi pepli…
………….

…..Di fronte
m’eri Sicilia, o nuvola di rosa
sorta dal mare! E nell’azzurro un monte:
l’Etna nevoso.
Salve, o Sicilia! Ogni aura che qui muove
pulsa una cetra od empie una zampogna
E canta e passa….Io era giunto dove
giunge chi sogna
….…

Il poeta Giosuè Carducci nel IV libro della raccolta “Rime nuove” e precisamente in LXIII “Primavere elleniche ” (II dorica) scrive:

Sai tu isola bella, a le cui rive 1
manda Jonio i fragranti ultimi baci,
nel cui sereno mar Galatea vive
e su’ monti Aci?

De l’ombroso pelasgo Èrice in vetta 5
Eterna ride ivi Afrodite e impera,
E freme tutt’amor la benedetta
da lei costiera.
………

Queste sono solo alcune tra le moltissime citazioni che fin dall’antichità sono state fatte sulla Sicilia, terra di “mille e mille bellezze”.
Per finire questa breve introduzione letteraria, bisogna citare il siciliano Salvatore Quasimodo che nella poesia “Lamento per il Sud”, che fa parte della raccolta “La vita non è sogno” (1949), ricorda con nostalgia la Sicilia, sua terra natia.
Egli mette a nudo la stanchezza dei siciliani di vivere da sempre in un luogo dove si sono perpetrate e si continuano a perpetrare ingiustizie, soprusi e sofferenze:

……..
Ho dimenticato il mare, la grave
conchiglia soffiata dai pastori siciliani,
le cantilene dei carri lungo le strade
dove il carrubo trema nel fumo delle stoppie,
ho dimenticato il passo degli aironi e delle gru
nell’aria dei verdi altipiani
per le terre e i fiumi della Lombardia.
Ma l’uomo grida dovunque la sorte d’una patria.
Più nessuno mi porterà nel Sud.
Oh, il Sud è stanco di trascinare morti
in riva alle paludi di malaria,
è stanco di solitudine, stanco di catene,
è stanco nella sua bocca
delle bestemmie di tutte le razze
che hanno urlato morte con l’eco dei suoi pozzi,
che hanno bevuto il sangue del suo cuore.
…….

Queste sono solo alcune delle citazioni sulla Sicilia che nel corso dei secoli hanno individuato aspetti, peculiarità e caratteristiche di quest’isola che è “unica” nel suo genere.

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